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Noi siamo oltre il nostro corpo

  • Immagine del redattore: Andrea Trofino
    Andrea Trofino
  • 24 feb 2010
  • Tempo di lettura: 1 min

Noi non siamo il nostro corpo, noi siamo l’intercalare lento della notte e del sole nel giorno, siamo il soffio di vento che s’irradia tra i nostri capelli e le nostre teste vuote, noi non siamo il nostro corpo, esso è una macchina che finirà presto in macerie, saremo presto arruziniti, ma resterà la nostra voce ad essere azzurra. Oltre a questa macchina abbiamo la voce, cos’è se non la voce qualcosa già di diverso dalla macchina? Essa viene prodotta da questo corpo. I nostri pensieri non sono il nostro corpo ma da esso ne derivano. Noi possiamo essere qualcosa di oltre al nostro copro che è carne e presto sarà cenere, fumo, nessun arrosto. Abbiamo la delicatezza delle percezioni, del sentire la musica e di produrla. E tutto questo non è il nostro corpo. Questa macchina è il prodotto di una civiltà consunta, prima o poi s’intaccherà se non usiamo bene ciò che viene prodotto dal nostro corpo. Il mondo ci vuole macchine schiave, presto arruzinite. Ma la nostra voce resterà per sempre azzurra, un fiato che va oltre. Noi siamo oltre.

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